Lui & Lei
Gioco di Ruoli
22.07.2025 |
3.187 |
3
"“E non è ancora finita, ” rispose lui, con un sorriso malizioso, mentre la prendeva in braccio e la portava verso il letto, pronti a continuare la loro notte di passione..."
La camera del resort era immersa in una luce soffusa, filtrata dalle tende di seta che ondeggiavano leggermente al vento notturno. La finestra era aperta, lasciando entrare l’aria calda e umida della sera, e il rumore lontano delle onde che si infrangevano sulla spiaggia. Alessia, con i suoi capelli castani sciolti sulle spalle e lo sguardo timido ma acceso, si muoveva con grazia per la stanza. Indossava solo un leggero abito di seta che aderiva al suo corpo, mettendo in risalto il seno prosperoso e le curve sinuose. Marco, seduto sul bordo del letto, la osservava con un sorriso svergognato, i suoi occhi verdi brillanti di desiderio.“Questa notte sarà diversa,” mormorò Alessia, avvicinandosi a lui con passi lenti e sensuali. La sua voce era bassa, quasi un sussurro, ma carica di promessa. Marco alzò un sopracciglio, divertito dalla sua aria di mistero. “Diversa in che senso?” chiese, mentre le sue mani si posavano sui fianchi di lei, attirandola più vicino.
“Lo scoprirai presto,” rispose Alessia, con un sorriso malizioso. Senza aggiungere altro, si voltò e si diresse verso la valigia, estraendo un set di manette una fascia di seta e uno strapon di dimensioni generose. Marco la guardò, gli occhi che si allargarono per un attimo prima di esplodere in una risata spudorata. “Allora è così che vuoi giocare stasera?”
“Zitto e seguimi,” lo rimproverò Alessia, ma il suo tono era più giocoso che severo. Si avvicinò al letto, dove Marco era disteso, e con movimenti decisi lo spinse a sdraiarsi supino. “Le mani dietro la testa,” ordinò, la voce ora più ferma, più dominatrice. Marco obbedì, lasciando che lei lo legasse al letto con le manette. Le sue gambe furono sollevate e immobilizzate con una corda morbida, lasciando il suo corpo completamente esposto e vulnerabile.
La stanza era silenziosa, interrotta solo dal respiro affannoso di Marco e dal fruscio della seta mentre Alessia si muoveva intorno a lui. La finestra aperta lasciava intravedere la luce dell’ascensore di cristallo adiacente, che saliva e scendeva con un ronzio lontano. Chiunque fosse passato di lì avrebbe potuto vedere tutto, ma in quel momento, né Alessia né Marco sembravano curarsene.
Alessia si posizionò tra le gambe di Marco, lo strapon già in mano. I suoi occhi incontrarono i suoi, e per un attimo, il mondo intorno a loro scomparve. “Sei pronto?” chiese, la voce carica di eccitazione.
“Fai quello che devi fare,” rispose Marco, la voce roca di desiderio.
Con un movimento fluido, Alessia lo penetrò, lo strapon che scivolò dentro di lui con una facilità che lo fece gemere. “Oh, cazzo,” ansimò Marco, il corpo che si arcuava leggermente sotto di lei. Alessia iniziò a muoversi, lentamente all’inizio, poi sempre più veloce, più selvaggia. I suoi capelli castani le cadevano sul viso, ma non sembrava importarle. Era concentrata solo su di lui, sul modo in cui il suo corpo reagiva a ogni spinta, a ogni movimento.
“Alessia… cazzo, Alessia,” gemette Marco, le mani che si stringevano intorno alle manette. Il suo respiro si fece più affannoso, il corpo teso come una corda. Alessia non lo toccava, non con le mani, ma il ritmo incalzante dello strapon era più che sufficiente. Marco stava per esplodere, il suo cazzo duro e pulsante che si tendeva verso di lei.
“Vieni per me, Marco,” sussurrò Alessia, la voce calda e seducente. “Vieni sulla tua faccia.”
E lui lo fece. Con un grido soffocato, Marco spruzzò, il suo sperma caldo che schizzò sul suo stesso viso, macchiando la pelle e i capelli. Alessia non si fermò, continuando a muoversi dentro di lui mentre il suo corpo tremava per l’orgasmo.
Quando tutto finì, Marco giaceva esausto, il respiro ancora affannoso. Alessia si chinò su di lui, i suoi capelli che gli sfioravano il viso. Con lenta delicatezza, iniziò a leccare lo sperma dalla sua pelle, la lingua che tracciava percorsi sensuali sul suo viso. Marco chiuse gli occhi, un sorriso soddisfatto sulle labbra, mentre lei puliva ogni traccia del suo orgasmo.
“Sei incredibile,” mormorò, quando Alessia finalmente lo baciò, le labbra che si univano in un bacio profondo e appassionato.
“Ora tocca a te,” disse Alessia, staccandosi da lui con un sorriso.
Marco si alzò, liberandosi dalle manette con un movimento rapido. Alessia lo guardò, gli occhi brillanti di anticipazione, mentre lui la prendeva per mano e la guidava verso il tavolino al centro della stanza. “Stenditi,” ordinò, la voce ora decisa e dominatrice.
Alessia obbedì, distendendosi sul tavolino mentre Marco legava le sue mani e i suoi piedi, immobilizzandola completamente. Con un sorriso malizioso, estrasse un vibratore con ventosa e lo fissò alla porta, accendendolo con un telecomando. Il ronzio basso e costante riempì la stanza, mentre Marco si sedeva di fronte a lei, il telecomando in mano.
“Sei pronta a giocare?”.
“Fai quello che devi fare,” rispose Alessia, la voce carica di desiderio.
Marco aumentò l’intensità del vibratore, e Alessia gemette, il corpo che si arcuava contro il tavolino. Il vibratore la penetrava con ritmo costante, mentre Marco si masturbava di fronte a lei, il suo membro duro e pulsante che si muoveva in sincronia con i suoi gemiti.
“Marco… per favore,” ansimò Alessia, il corpo teso sull’orlo dell’orgasmo.
“Non ancora,” rispose lui, con un sorriso spudorato. Continuò a masturbarsi, gli occhi fissi su di lei, fino a quando non poté trattenersi oltre. Con un grido, eiaculò, il suo sperma caldo che schizzò verso di lei, atterrando sulle sue labbra e sul suo viso.
Alessia lo guardò, un sorriso soddisfatto sulle labbra, mentre leccava lo sperma dalle sue labbra. Marco si alzò, avvicinandosi a lei, e la baciò profondamente, i loro sapori che si mescolavano in un bacio appassionato.
“Questa notte è stata perfetta,” sussurrò Alessia, mentre Marco la liberava dalle corde.
“E non è ancora finita,” rispose lui, con un sorriso malizioso, mentre la prendeva in braccio e la portava verso il letto, pronti a continuare la loro notte di passione.
La finestra era ancora aperta, l’ascensore di cristallo che continuava a salire e scendere, ma in quel momento, il mondo esterno non esisteva più. C’erano solo loro due, uniti in un’intimità selvaggia e senza inibizioni, pronti a esplorare ogni desiderio, ogni fantasia, fino all’alba.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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